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domenica 26 febbraio 2017

IL MINISTRO DELRIO IN CINA LANCIA IL PORTO DI TRIESTE PER LA "VIA DELLA SETA" ED ESPRIME GRAVI DUBBI SULL' OFF-SHORE DI VENEZIA - ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE: LA STAMPA LOCALE TACE...



Il Sole 24 Ore, il prestigioso giornale economico, oggi parla degli aspetti portuali della visita in Cina di Mattarella ed alcuni ministri a pag.23:

"Il tema del giorno è stato la logistica, e non poteva essere diversamente. Di Chongqing, la megalopoli cinese che allunga i tentacoli infrastrutturali dal centro della Cina all’Europa, Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, al seguito della visita ufficiale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato l’enorme area di sviluppo di Longjiang, confermando poi di aver illustrato ai cinesi nella capitale – in primis il vice della National Development and Reform Commission (Ndrc) Ning Jizhe e il ministro dei Trasporti - le opportunità del sistema portuale italiano, in vista di accordi coordinati tra i vari scali.
D’ora in poi, come è noto, il ministero gestirà il coordinamento dei porti a seguito del varo della tanto sospirata riforma. In lizza ci sono soprattutto quelli dell’Alto Adriatico con Trieste che nell’ultimo anno – ha detto il ministro – ha fatto passi da gigante gestendo l’arrivo del carico di ben 7.200 treni, ma ci sono anche Venezia e Genova, specie Vado Ligure, entrato già nell’area di China Cosco Shipping.
Italia come porta di accesso tra Est e Ovest, quindi, punto di arrivo e smistamento del traffico dal mare alla terra, anche se sul potenziale porto offshore di Venezia per il cui progetto il bando è stato appena vinto da China Communications Construction Company (Cccc), la questione non potrebbe essere più complicata. Una rottura di carico (separazione di un carico completo in tante partite per il proseguimento del trasporto su due o più mezzi più piccoli, come avviene in una procedura standard di transito) a Venezia, in offshore, sarebbe complicate da gestire. Con il cambio della guardia ai vertici dell’autorità portuale, si vedrà."



QUI DI SEGUITO IL TESTO COMPLETO:




I porti italiani guardano a Pechino

Delrio: un gruppo di lavoro con la banca Icbc studierà come finanziare i progetti


Il tema del giorno è stato la logistica, e non poteva essere diversamente. Di Chongqing, la megalopoli cinese che allunga i tentacoli infrastrutturali dal centro della Cina all’Europa, Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, al seguito della visita ufficiale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato l’enorme area di sviluppo di Longjiang, confermando poi di aver illustrato ai cinesi nella capitale – in primis il vice della National Development and Reform Commission (Ndrc) Ning Jizhe e il ministro dei Trasporti - le opportunità del sistema portuale italiano, in vista di accordi coordinati tra i vari scali.
D’ora in poi, come è noto, il ministero gestirà il coordinamento dei porti a seguito del varo della tanto sospirata riforma. In lizza ci sono soprattutto quelli dell’Alto Adriatico con Trieste che nell’ultimo anno – ha detto il ministro – ha fatto passi da gigante gestendo l’arrivo del carico di ben 7.200 treni, ma ci sono anche Venezia e Genova, specie Vado Ligure, entrato già nell’area di China Cosco Shipping.
Italia come porta di accesso tra Est e Ovest, quindi, punto di arrivo e smistamento del traffico dal mare alla terra, anche se sul potenziale porto offshore di Venezia per il cui progetto il bando è stato appena vinto da China Communications Construction Company (Cccc), la questione non potrebbe essere più complicata. Una rottura di carico (separazione di un carico completo in tante partite per il proseguimento del tra-
sporto su due o più mezzi più piccoli, come avviene in una procedura standard di transito) a Venezia, in offshore, sarebbe complicate da gestire. Con il cambio della guardia ai vertici dell’autorità portuale, si vedrà.
Graziano Delrio ha reso noto che si è creato in Industrial and Commercial Bank of China (Icbc) - di cui ha incontrato il chairman Yu Ming - un gruppo di lavoro proprio per capire come finanziare e gestire progetti sull’Italia. Il ministro ha detto che, invece, non si è parlato nell’incontro con la banca cinese prima al mondo per capitalizzazione
di borsa del progetto Rosco che prevede la riconversione di tutto il parco bus italiano con autobus ibridi e il rinnovamento della flotta treni di FS, 500 treni. Un’ipotesi possibile vedrebbe l’utilizzo della formula del leasing, a condizione che i fornitori siano cinesi, ad esempio Byd per gli autobus e Crrc per i treni, tanto per fare qualche nome. Ma Delrio ha escluso la questione.
È invece probabile che si profili un discorso in termini di collaborazione anche con Cassa depositi e prestiti, in un’ottica di reciprocità. Icbc infatti punta ad ampliare il suo portafoglio di attività internazionali e ha mostrato uno specifico interesse per l’Italia. «Italia e Cina vogliono individuare progetti concreti, coniugare gli aspetti finanziari con quelli di esecuzione, rimuovere i potenziali ostacoli e difficoltà che ancora frenano in Italia l’afflusso di capitali dalla Cina», ha puntualizzato il ministro. Si studia la possibilità dunque «di sviluppare progetti congiunti in questo settore con enti e imprese cinesi, che hanno un forte interesse ad aumentare la loro proiezione al di fuori della Cina e che nel nostro Paese possono trovare interessanti opportunità sia dal punto di vista commerciale e finanziario sia da quello della condivisione del know how e delle capacità gestionali».
C’è poi il tema dell’Amministrazione cinese per l’Aviazione Civile dell’ulteriore sviluppo delle relazioni aeronautiche tra Italia e Cina. Bisogna aprire altre rotte, lo chiedono scali cinesi, Shenyang e Lanzhou, e italiani come Bari, ad esempio. Le controparti vogliono entrambe l’ampliamento dei collegamenti diretti tra i due Paesi, a condizioni di reciprocità, anche per favorire i flussi turistici in crescita, con l’aumento delle frequenze, la diversificazione degli aeroporti di destinazione dei voli in entrambe le direzioni, l’apertura del mercato a nuovi operatori. Devono migliorare anche le condizioni operative sull’aeroporto di Pechino, la richiesta di Alitalia di ottenere migliori condizioni per l’industria aeronautica italiana per procedure più rapide e semplici di rilascio delle certificazioni sugli aerei sono in cima alla lista delle richieste.

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