Si è svolto ieri a Mosca l' incontro tra Putin ed il presidente sloveno Borut Pahor.
Il miglior resconto è quello fatto dal bravo Mauro Manzin sul Piccolo di oggi e che riproduciamo sotto.
Oltre ad ipotesi di politica internazionale e geopolitica che potrebbero sfociare in uno storico incontro tra Trump e Putin proprio in Slovenia, propiziato anche dalla colta e brava First Lady Melania che è slovena (anche il figlio di Trump e Melania è bilingue inglese e sloveno), ci sono stati numerosi accordi commerciali.
Tra questi spicca l' ipotesi di un intervento da un miliardo di euro delle Ferrovie Russe per il raddoppio della tratta ferroviaria Koper-Divaca che attualmente è il collo di bottiglia che frena lo sviluppo ulteriore del Porto di Capodistria.
Si era parlato nei mesi scorsi anche di un intervento dei cinesi e dei turchi per la Koper - Divaca ma ancora non si sono visti accordi operativi.
La Russia sta puntando molto sulle ferrovie per sviluppare i rapporti con l' europa ed anche per completare l' allacciamento alla cintura della "Nuova Via della Seta" terrestre e marittima.
Di importanza strategica è la avvenuta firma di un
Memorandum d'intesa (Breitspur) tra le ferrovie russe (RŽD) e
austriache (ÖBB ), con il coinvolgimento di partner dell‘ Ucraina e della
Slovacchia.
L‘ accordo prevede il prolungamento della linea ferroviaria a scartamento largo
(Transsiberiana) da Košice (in Slovacchia) alla regione di Vienna –
Bratislava.
Questo ambizioso progetto di dimensioni storiche e già in fase di
realizzazione trasformerà Vienna nel
più importante hub container (e merci) nell' entroterra europeo, crocevia degli assi Nord (Mar Baltico) Sud (mare Adriatico) e Est
(EstremoOriente-Oceano Pacifico) Ovest (Europa occidentale).
Sotto l'egida di ÖBB INFRA, sono già in costruzione tunnel progettati
rispettivamente con base a Semmering e a Koralm.
Essi potranno eliminare i colli di bottiglia dell‘ asse Baltico-Adriatico in
Austria e aprire un
"Hinterland" di enorme portata e rilevanza economica per il Porto di
Trieste.
Bisogna
informare dei cambiamenti radicali
delle infrastrutture intermodali conseguenti alla estensione del „Breitspur" da Vladivostok a Bratislava-Vienna e, in prosecuzione, attraverso il
tunnel Semmering o quello di Koralm verso Villach, ossia verso Pontebba e Trieste.
E ' una dimensione
globale e intermodale, dal Pacifico al Mar Adriatico per ferrovia e via mare
Non e‘ certamente una soluzione convenzionale ed è dedicata soprattutto al
trasporto dei container, ma soprattutto:
non è un progetto UE.
E' compito nostro portare Trieste a beneficiare degli effetti del
progetto come l‘ Austria ha fatto assumendosi una grossa quota del progetto e
del finanziamento.
Forti rallentamenti a questi sviluppi sono stati determinati dalla crisi in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia che si sono rivelate una vera sciagura per lo sviluppo economico doccidentale.
Non dimentichiamo che il sogno geopolitico secolare della Russia è quello di raggiungere il Mediterraneo: il "mare caldo".
Si è saputo anche dell' apertura di una sede dell' Università di Mosca a Capodistria: un fatto molto importante che dovrebbe stimolare l' Università di Trieste a cercare accordi in tale direzione.
Un dettaglio degli accordi commerciali è offerto da Slovenia Times clicca QUI: "possible Russian investments in infrastructure, pointing to the Koper-Divača rail line, saying that also for Russia this was a very important corridor".
Putin: Lubiana un bel posto
per l’incontro con Trump
Il leader del Cremlino conferma la sua disponibilità al presidente sloveno Pahor
in visita al Cremlino. Sul tavolo anche i rapporti Russia-Ue: «Spero che migliorino»
In missione a Mosca la
delegazione
slovena ha
firmato una serie
di accordi per
650 milioni di euro
di Mauro Manzin
◗ Lubiana
Se il presidente della Slovenia
Borut Pahor (e chi mai lo pensava)
non riesce a
“disinnescare” l’esplosiva matrioska
ucraina nei suoi colloqui
a Mosca con lo “zar” Vladimir
Putin, certamente riesce
però a tranquillizzare l’orso
russo con il miele della diplomazia
e degli affari. Posto che
Pahor, ieri in visita a Mosca, è
stato sicuramente latore di precisi
messaggi a Putin da parte
della cancelliera tedesca Angela
Merkel con cui si è incontrato
pochi giorni fa a Berlino relativamente
agli accordi di Minsk,
e che la risposta dello “zar”
è stata ovviamente molto diplomatica
ma non negativa,
«abbiamo discusso dei rapporti
fra la Russia e l'Ue, che spero
man mano migliorino e tornino
come erano prima», ha
chiosato Putin, la controparte
slovena intanto tornerà a casa
con un successo indiscutibile:
«Riguardo a Lubiana, e alla Slovenia
in generale - ha dichiarato
il leader del Cremlino - è certamente
un posto splendido
per avere un dialogo di questo
tipo (Putin si riferisce al primo
incontro con il presidente statunitense
Donald Trump dal
suo insediamento alla Casa
Bianca ndr.)». «Ma non dipende
solo da noi - ha precisato -
dipende da tutta una serie di
circostanze». «Se questi incontri
dovessero avvenire - ha comunque
concluso Putin - non
avremmo niente contro Lubiana».
Per Pahor è già Bingo.
Ma a tornare in patria a tasche
piene sono soprattutto i
40 rappresentanti di altrettante
aziende slovene che hanno
sottoscritto 11 accordi con la
Russia per un ammontare di
650 milioni di euro. Durante la
visita del Capo di Stato sloveno
a Mosca è stato firmato un accordo
per le forniture di gas
russo alla Slovenia nel
2018-2022. Lo scorso anno Mosca
ha venduto a Lubiana 520
milioni di metri cubi di metano.
Putin ha sottolineato come
il volume del commercio bilaterale
«si sia ridotto di metà negli
ultimi anni, cosa che di certo
causa preoccupazione. Ciononostante
- ha proseguito il
leader del Cremlino - non c'è
stato un declino lo scorso anno
e questo può essere considerato
un fatto positivo. Questo declino
si è fermato - ha concluso
Putin rivolgendosi a Pahor - e
noi dovremmo certamente
sfruttare la sua visita per pensare
a come dare alle nostre relazioni
una nuova dinamica positiva».
Secondo i dati ufficiali
dei primi 11 mesi del 2016, la
Slovenia ha effettuato un
export in Russia per un valore
di 714 milioni di dollari, mentre
le importazioni hanno toccato
quota 165 milioni di dollari.
Ma c’è anche la classica
“ciliegina sulla torta”. Le Ferrovie
Russe stanno considerando
la possibilità di investire nel
miglioramento della rete ferroviaria
slovena e si è discussa
l'ipotesi di un investimento di
«1 miliardo di euro». Parola di
Vladimir Putin, ed è logico pensare
che l’investimento riguarderebbe
in primis il raddoppio
della tratta ferroviaria tra il porto
di Capodistria e Divaccia e
non è escluso che determini
una controparte in logistica
portuale per gli operatori russi.
Novità interessanti, infine,
anche dal punto di vista di cultura
e istruzione. Secondo il
rettore dell’Università di Mosca,
sentito dai media russi, la
stessa dovrebbe aprire una
propria sede a Capodistria che
potrebbe ospitare i primi studenti
di Slovenia, Russia e
dell’Europa orientale già
nell’anno accademico
2017-2018
LA VARIABILE MELANIA
La Slovenia, Stato membro
dell’Unione europea, è il Paese di
origine della moglie di Trump, Melania.
Ed è qui che si svolse il primo
incontro fra George W. Bush e Putin
nel 2001.
Il Cremlino considera la Slovenia
un alleato nel suo tentativo di porre
fine alle sanzioni dell’Occidente
sulla Russia per il conflitto in
Ucraina. Mosca era un grande mercato
di esportazione per i prodotti
alimentari sloveni prima della crisi
ucraina.
E, anche se nessuno lo ammetterà
mai ufficialmente, in Slovenia sperano
molto che la First Lady possa
influenzare il marito sulla scelta
del tanto ventilato vertice tra i
presidente delle due potenze più
forti al mondo.
Fonti diplomatiche nell’ultimo
periodo accreditavano molto il
Giappone quale possibile “terra
d’incontro” tra i due leader, posto
che avrebbe un grosso sapore simbolico,
vuoi perché con il sacrificio
di Hiroshima sancì la fine della
Seconda Guerra mondiale, vuoi
per la sua posizione geopolitica
quasi baricentrica tra i giganti
Usa, Russia e Cina. Intanto Lubiana
sogna.
(m.man.)