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mercoledì 22 marzo 2017

LA PRIMA CONSEGUENZA POLITICA DELL' ATTENTATO A WESTMINSTER - UN ARTICOLO DI LIMES


WESTMINSTER E SCOXIT
Londra è stata colpita da quello che Scotland Yard considera un atto di terrorismo.
Al parlamento, dove si trovava anche la premier Theresa May, dopo l’accoltellamento di un poliziotto c’è stata una sparatoria terminata con l’uccisione dell’assalitore. In precedenza sul ponte di Westminster un veicolo, sembrerebbe guidato dallo stesso uomo armato di coltello, ha investito alcune persone.
La polizia metropolitana della capitale britannica ha parlato di diverse “vittime”, senza distinguere tra feriti e morti. Questi ultimi sono almeno tre.
Non si conoscono identità e movente dei responsabili. Le modalità di esecuzione (coltello e automezzo contro la folla) e la data di oggi – primo anniversario delle stragi di Bruxelles – portano a pensare al coinvolgimento di miliziani o simpatizzanti dello Stato Islamico.
L’attentato a Westminster ha avuto una prima conseguenza politica, che se fosse scoperta la matrice jihadista dell’attacco può essere considerata preterintenzionale. Il parlamento della Scozia ha infatti sospeso il dibattito che sarebbe dovuto sfociare in un voto a favore del secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito, richiesto dalla premier scozzese Nicola Sturgeon.
Perché la consultazione abbia luogo, dopo l’assenso di Holyrood servirà quello di Theresa May, che non vuole rischiare la Scoxit durante i negoziati con Bruxelles per il divorzio del Regno Unito stesso dall’Unione Europea. Sembrano del medesimo avviso anche gli scozzesi: secondo un sondaggio di YouGov, preferirebbero votare sull’indipendenza dopo l’eventuale uscita di Londra dall’Ue o al massimo appena prima.
A proposito di Brexit e sondaggi: i cittadini di Sua Maestà vorrebbero conservare la libera circolazione delle merci con il Vecchio Continente e contemporaneamente rinunciare a quella delle persone provenienti dai paesi dell’Ue. Una posizione negoziale insostenibile.
La bozza di piano di Downing Street per il controllo dell’immigrazione post-Brexit, anticipata dal Times, affiderebbe parte del controllo a padroni di casa e datori di lavoro.
Con l’attacco a Westminster, oggi Scoxit e Brexit passano inevitabilmente in secondo piano.

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