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venerdì 1 giugno 2018

REBUS SIC (NON) STANTIBUS - LA FUNZIONE STRATEGICA DELL' ITALIA E DEL PORTO FRANCO DI TRIESTE IN UN ARTICOLO CHE ANTICIPA IL NUOVO NUMERO DI LIMES - da Limes On Line -


Su Limes On Line è uscita una carta inedita corredata da un breve articolo riservato agli abbonati che proponiamo ai nostri lettori per l' importanza del capoverso che riguarda il Porto Franco di Trieste (QUI il link all' articolo).

La carta inedita della settimana è sull’Italia e anticipa il prossimo numero di Limes “Quanto vale l’Italia”, in uscita il 7 giugno.
La mappa descrive l’ambiente strategico con cui il nostro paese si trova a fare i conti e le sfide che da esso derivano.

Da nord, un’Unione Europea sempre meno coesa ma sempre più sbilanciata sulla Germania restringe il margine decisionale di Roma. Per esempio attraverso l’esternalizzazione del controllo sui nostri conti e sulla nostra capacità di spesa, giostrato nel quadrilatero Bruxelles-Berlino-Francoforte-Parigi, cui è appesa l’estrema fragilità finanziaria italiana.

Ma anche attraverso l’asse del nuovo dell’Est, fieramente anti-immigrati, che contribuisce a tenere tappati nello Stivale i flussi di persone provenienti dall’Africa. Benché eterogeneo, questo fronte trova importanti perni nella Baviera e nell’Austria, che ambiscono a includere nella propria sfera il germanofono Alto Adige e l’utile piattaforma portuale Trieste (clicca). 

Da sud e da est, invece, la scomposizione dei territori circostanti – cui l’Italia ha spesso partecipato, dai Balcani alla Libia – avvicina pericolosamente ai confini nostrani i limiti del disordine, fatto di paesi a bassa se non nulla statualità e regno di attori non statali, dalle mafie ai jihadisti.

Il tutto peggiorato dal nostro stesso deficit di statualità e dalla scarsa propensione a esercitare influenza. Proprio mentre si sbiadisce agli occhi degli Stati Uniti la centralità strategica dell’Italia, non fosse per le basi utili a condurre le comunque astrategiche guerre fra Nordafrica e Medio Oriente. E mentre la Russia, impelagata tra Siria e Donbas, si dimostra indisponibile a esercitare un ruolo più vicino alle italiche coste.

Tuttavia, questo disegno strategico attribuisce all’Italia una non trascurabile centralità, che emerge soprattutto nei momenti di crisi. E come è evidente nel mai del tutto accantonato progetto della Cina di far approdare anche nella nostra penisola le nuove vie della seta.

Per questo, è nell’interesse nazionale che Roma sfrutti questa centralità agganciando i progetti infrastrutturali di Pechino e negoziando nell’Unione Europea riforme per allentare le regole economiche e migratorie che aumentano la pressione interna al nostro paese.

Testo di Federico Petroni.
Carta inedita di Laura Canali.


Collegamenti ferroviari attivi del porto di Trieste


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